Strumento gratuito. Inserisci l'indirizzo di una pagina e ti mostriamo quanto ne riesce a leggere davvero un'AI come ChatGPT. Controlla la leggibilità tecnica,
non se l'AI ti citerà.
Inserisci l'indirizzo di una pagina, per esempio la home del tuo sito. La verifica richiede pochi secondi.
Un solo indirizzo, senza eseguire JavaScript. È una fotografia del momento in cui la esegui, e cambia se cambia il sito.
Alla fine della verifica la tua pagina riceve una di queste tre risposte. Il report ti dice poi esattamente qual è il blocco: un noindex e un crawler vietato dal robots.txt hanno effetti diversi, e vanno risolti in modo diverso.
Accesso limitato
Uno o più dei sistemi che abbiamo controllato non possono accedere alla pagina, oppure la pagina chiede di non essere mostrata negli estratti. L'effetto cambia da sistema a sistema: bloccare il crawler di addestramento di OpenAI non è la stessa cosa che bloccare quello che alimenta le risposte di ChatGPT.
Cosa fare: Guarda nel report quale sistema è bloccato, poi decidi se quel blocco è voluto. Spesso è una riga sola nel robots.txt o un tag nella pagina.
Non leggibile
L'accesso funziona, ma il testo della pagina non c'è nel codice che il server restituisce: compare solo dopo che il browser ha eseguito il JavaScript. La maggior parte delle AI non lo esegue, quindi trovano una pagina vuota.
Cosa fare: Verifica se il sito può generare il testo lato server o con il prerendering. Il resto dei controlli conta poco finché il testo non c'è.
Leggibile
Il testo c'è nel codice che il server restituisce e niente blocca l'accesso. Vuol dire che questo controllo non ha trovato ostacoli tecnici: non è una garanzia di essere citati, che dipende da fattori che questo strumento non misura. Gli altri risultati sono margini di miglioramento.
Cosa fare: Niente da sbloccare. Da qui si lavora sui contenuti e su come ti trovano, non più sulla parte tecnica.
Lo strumento ripercorre i quattro passaggi che un sistema AI fa quando arriva sulla tua pagina.
Regole di accesso
Legge il file robots.txt del sito, cioè la lista di regole con cui dici quali sistemi automatici possono entrare, e verifica se blocca uno dei crawler AI conosciuti su questo indirizzo specifico.
Permessi della pagina
Controlla se la pagina chiede esplicitamente di non essere indicizzata o mostrata negli estratti, tramite i tag meta robots e l'header X-Robots-Tag. Sono i segnali che Google usa per decidere l'idoneità alle AI Overviews.
Testo nell'HTML
Scarica il codice della pagina così come lo restituisce il server, senza eseguire JavaScript, e misura quanto testo contiene davvero. È l'approssimazione più vicina a quello che riceve un crawler che non fa rendering.
Segnali di identità
Controlla i dati strutturati, il tag canonical, la sitemap e gli altri segnali che aiutano un motore a capire di cosa parla la pagina e chi c'è dietro.
Immagina un sito costruito con un framework JavaScript, senza rendering lato server. Ecco cosa vedrebbe questo strumento, ed è la stessa cosa che vedrebbe un crawler AI:
| HTML grezzo restituito dal server | <div id="root"></div>, nessun testo |
|---|---|
| Parole contate nell'HTML grezzo | 0 |
| JavaScript collegato | circa 850 KB |
| Verdetto | Non leggibile |
Nel browser di chi visita il sito, la pagina appare normale: React o Vue la costruiscono dopo il caricamento. Ma GPTBot, ClaudeBot e la maggior parte dei crawler AI non eseguono JavaScript: ricevono solo quel div vuoto.
Ecco come apparirebbe nel report: il sito supera il primo passaggio e si ferma al secondo.
Aggiornato al 20 agosto 2026
La maggior parte dei crawler AI non esegue JavaScript. Le eccezioni sono due: Googlebot, da cui passano anche AI Overviews e AI Mode, e Applebot, che usa un motore di rendering vero e proprio.
| GPTBot, OAI-SearchBot, ChatGPT-User (OpenAI) | No |
|---|---|
| ClaudeBot, Claude-SearchBot, Claude-User (Anthropic) | No |
| PerplexityBot, Perplexity-User (Perplexity) | No |
| Meta-ExternalAgent (Meta AI) | No |
| Bytespider (ByteDance) | No |
| Applebot (Apple, Siri e Spotlight) | Sì, con un crawler basato su browser |
| Googlebot (Google Search, AI Overviews, AI Mode) | Sì, tramite il servizio di rendering di Googlebot |
Fonte: Vercel, "The rise of the AI crawler" (GPTBot recupera JavaScript nell'11,50% delle richieste, ClaudeBot nel 23,84%, senza eseguirlo mai; Applebot e Gemini invece lo eseguono); Lantern, analisi di oltre 500 milioni di richieste GPTBot, giugno 2026.
I limiti di questa verifica
Questo è un controllo tecnico di un singolo indirizzo, sul codice che il server restituisce. Non esegue JavaScript, non si spaccia per un crawler AI, e non misura l'autorevolezza, la qualità dei contenuti né se un motore AI cita davvero il sito. È una fotografia del momento in cui viene eseguito: il risultato cambia se il sito cambia.
Sistemiamo l'accesso dei crawler, il testo assente nell'HTML, l'indicizzazione,
il canonical e i dati strutturati. E costruiamo siti
che nascono già leggibili dal server.